L'acquedotto romano

Uno dei resti dell'occupazione romana del paese, è l'acquedotto rinvenuto nel 1880, in località "Is Argiddas" (gli olivastri).

Nello scavare un pozzo, alla profondità di due metri, si mise in luce un acquedotto romano in muratura, ricoperto a schiena d'asino da pesanti lastroni, con sezione libera di m. 1,05 di altezza e m. 0,55 di larghezza. 

All'interno, la condotta era rivestita di malta, in ottimo stato di conservazione.

In seguito a degli studi, l'acquedotto risultò lungo in un senso, m.18 e, nell'altro, m. 12 a causa di sprofondamenti che ostruirono i passaggi.

L'acquedotto portava l'acqua alla prossima stazione della strada romana: Karalis, Biora, Sorabile, Capotirso, Olbia; serviva la stazione che stava alla settima lapide (o pietra miliare), che doveva essere ubicata in località S. Lucia, sede della Settimo romana.  


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